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Tavernola - Locanda di Campagna
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TEATRO ARBOSTELLA "STAGIONE COMICA 2013-2014" SALERNO PDF Stampa E-mail
TEATRO ARBOSTELLA "STAGIONE COMICA 2013-2014" SALERNO - www.tavernola.it: La stagione 2013/14 si aprirà il 5 ottobre con la commedia “La lettera di mammà”, due atti di Peppino De Filippo portati in scena dalla “Compagnia Comica Salernitana” per chiudersi l’11 maggio 2014, con “Il medico dei pazzi”, due divertentissimi atti di Eduardo Scarpetta. Dal 26 ottobre al 10 novembre il “Gruppo del Pierrot” di Napoli in “Non mi dire te l’ho detto”; dal 16 novembre all’1 dicembre “Nun la voglio mmarteà!” dell' “L’antica italiana”. “So vede mammà” del “TeatroMania” di Napoli, dal 7 al 22 dicembre. Dal 4 Gennaio al 19 “Gli Ignoti” si esibiranno in “Quanta ‘mbruoglie pe’ ‘nu pate”, due atti di Carmela De Luise. Dal 25 Gennaio al 9 Febbraio “Il nodo della perpendicolare”, mentre dal 15 Febbraio al 2 Marzo “Meglio un bacio ca ‘ppavà”. “P’apparì e p’apparà” è la commedia che andrà in scena dall’8 al 22 marzo, mentre dal 29 Marzo al 13 Aprile: “Le voci di Dentro” di Eduardo De Filippo. Due gli spettacoli fuori abbonamento: 26 dicembre “La cantata dei pastori”, il 28 e il 29 “Natale in casa Cupiello”.
 
ANTIQUARIUM DI PALINURO PDF Stampa E-mail
ANTIQUARIUM DI PALINURO CENTOLA www.tavernola.it 26/04/2013 - 25/04/2014 Erano gli anni '50, sull'altura di Templa della Guardia gli scavi dimostravano, giorno dopo giorno, che la storia di Palinuro era solida e ricca e non aveva più bisogno delle evocazioni mitologiche virgiliane per imporsi. Era una storia con tracce risalenti al V secolo a.C., quando gli antichi scrittori cominciarono il racconto di quest'area chiamata Enotria, nella quale la riorganizzazione politica della costa tirrenica portò ad una nuova dislocazione di comunità indigene e greche insediate nelle sub-colonie sibarite. La ricostruzione di rapporti tra collettività così diverse emerse, durante quegli scavi, dalla eloquenza di monete arcaiche, un segno di autonomia gestionale delle comunità indigene legate alla metropoli achea. Da alcuni decenni l'Antiquarium di Palinuro, che raccoglie questi preziosi reperti, è un bene dell'Ente Provinciale per il Turismo di Salerno che intende tramandare l'antica cultura del luogo per consegnarne alle generazioni future il respiro profondo delle civiltà che l'animarono: ideato per questo scopo, d'intesa con la Soprintendenza per il Beni Archeologici, la Provincia, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni e il Comune di Centola, l'Antiquarium rilancia il legame di questa terra con la sua antica storia. Dicevamo delle monete, che testimoniano l'assetto organizzativo delle antiche comunità: ebbene, una su tutte s'impone ai visitatori, quella d'argento, datata intorno al 530/520 a.C., con l'immagine di un cinghiale impressa su un lato e la legenda in lettere greche PAL-MOL, chiaro riferimento a Palinuro e a Molpa, la città antica i cui ruderi sono visibili su una collina vicina. Siamo in un'area molto ben difesa: le tracce raccolte nell'Antiquarium testimoniano di due fortificazioni costruite a protezione della comunità residente. Nella prima, quella più alta, c'era l'acropoli, l'insediamento alto; la seconda tracciava un discrimine tra abitato e necropoli. In quest'ultima, archeologi e storici hanno ricostruito due distinti riti funerari che, dai reperti ritrovati, indicano una precisa adesione a modelli culturali greci. Le tombe ad inumazione evidenziano un tracciato a fossa e i relativi corredi, tutti puntualmente decorati, costiuiti di ceramica cosiddetta geometrica. Anche qui compaiono le due civiltà quella indigena e l'altra di diretta derivazione greca: furono rinvenuti, infatti, vasellame indigeno e vasi greco-coloniali con coppe ioniche, coppette a fasce, brocche, crateri, oinochoai e hydriai. Doppio anche il modello delle tombe ad incinerazione: alcune sono costituite da casse di tegole, con all'interno vasi ionici senza ceramica del luogo, altre evidenziano tombe a pozzo, con vasi inseriti nel cinerario, costituito da un cratere kantharos con un ciottolo alla sommità. In queste ultime i vasi di corredo sono molto simili a quelli delle tombe ad inumazione. ORARIO DI APERTURA Martedì 8,00/13,00 Mercoledì/Venerdì 8,00/13,00 - 17,00/20,00 invernale 8,00/13,00 - 17,00/18,00 Sabato/Domenica 8,00/13,00 Curatore: Ente Provinciale per il Turismo di Salerno Telefono: 0974 918003 Genere: Turismo Area: Cilento Mese: Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre Luogo: CENTOLA
 
"L'itinerario del Principe" PDF Stampa E-mail

"L'itinerario del Principe"

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Ipotesi di percorso dei castelli della Provincia di Salerno.


Salerno è una sintesi affascinante di quanto il Mediterraneo possa offrire a coloro che vogliano conoscerlo più da vicino. La città si propone sempre più come una comunità accogliente per i turisti e i visitatori di tutto il mondo.

La sua provincia è la più estesa della Campania e assieme alla Costiera Amalfitana, all'area archeologica di Paestum e al Cilento incontaminato, comprende anche l'ampia piana attraversata dal fiume Sele e dai suoi affluenti, e il Vallo di Diano. Dall'alto, nell'abbagliante cornice del mare e del cielo, Salerno è come aggrappata ai fianchi della montagna, in una posizione spettacolare sul golfo. La città divenne il centro più fiorente del Mezzogiorno con la conquista dei Longobardi nell'VIII secolo, in particolare con il Duca Arechi II. Sede del Principato, Salerno conobbe un periodo di splendore, diventando anche un importante centro di studi con la celebre Scuola Medica Salernitana, la più antica istituzione medica dell'occidente. Dopo i Longobardi, furono i Normanni e poi gli Svevi a favorire la crescita della città, che si arrestò solo nel XVI secolo, quando il potere passò nelle mani degli Spagnoli. Nel settembre 1943 Salerno fu teatro dello sbarco degli alleati. Oggi Salerno è una città in piena rinascita, teatro di una trasformazione in città laboratorio, modello di rilancio urbano di rilievo internazionale.

CASTELLO ARECHI - SALERNO

Il Castello Arechi racchiude tre secoli di civiltà longobarda (dall'VIII all'XI secolo). Realizzato da Arechi II, principe longobardo che trasferì la capitale del ducato da Benevento a Salerno, aveva come fulcro il castello che si eleva a 300m sul livello del mare sulla cima del monte Bonadies.

CASTELLLO DI CAVA DE' TIRRENI

Monte Castello con il Castrum S. Adjutoris. Incerta è la data di nascita del Castello, ma essa fu anteriore al Mille, essendo menzionato nei noti diplomi di donazioni alla Badia del 1035 e del 1058.

CASTELLO DI BORGO ANTICO- AGROPOLI

Intorno al muro del castello gira un largo e profondo fossato, ormai ben distinguibile solo sul lato verso il borgo. Attualmente il castello presenta l'aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d'età aragonese.

CASTELLO DI ALTAVILLA SILENTINA

Castello Normanno - La storia dell'attuale borgo di Altavilla è cominciata nella seconda metà del secolo XI, quando intorno all'anno 1080  d.C. i Normanni edificarono il paese a pianta triangolare cingendolo di mura con tre porte d'ingresso: Porta di Suso, Porta Carina e Porta San Biagio.

CASTELLO DORIA- ANGRI 

Il castello, posto sopra il centro medievale di Angri, a difesa dell'abitato e per il controllo degli assi viari che congiungeva Nocera con Stabia e Sorrento e la valle con la costiera, ha origini medievali.

CASTELLO DI AQUARA

Probabilmente del XII secolo, vi è ancora un grandioso cortile con portico, nella cui volta si vedono vari affreschi, ed una fontana monumentale a ventaglio di pietra locale.

CASTELLO DI VELIA - ASCEA

Venne fatto costruire dove già nei primi secoli dopo Cristo si trovava l'insediamento di una popolazioni di cristiani, in seguito fugati dai saraceni.

CASTELLO DI BATTIPAGLIA

Denominato Castelluccio o comunemente anche "Castelluccia" si riconnette alla storia della Chiesa salernitana ed ai suoi tanti possedimenti. Risulta menzionato, infatti, in un documento del 1080 d.C. con il re normanno, Roberto il Guiscardo, ne fa concessione all'Arcivescovo di Salerno.

CASTELLO COLONNA - EBOLI 

Fu costruito all'inizio della dominazione normanna ed è ricordato nei documenti come "Domus domini imperatoris in Ebulo" e considerato uno fra i più importanti del medioevo.

CASTELLO DI MERCATO SAN SEVERINO

Il complesso monumentale del castello medievale di Mercato S. Severino costituisce uno dei più notevoli episodi di architettura militare dell'Italia meridionale essendo composto da un primo nucleo di fondazione longobarda, un secondo normanno ed un terzo svevo - angioino - aragonese.

CASTELLO DI MONTECORVINO ROVELLA 

Sorge sulla sommità dell'omonimo monte. Di origine longobarda, fu edificato intorno al VI secolo d.C. ed ebbe la funzione di rifugio per le popolazioni minacciate dalle invasioni saracene che si susseguirono tra il IX e il X secolo.

CASTELLO DI OLEVANO SUL TUSCIANO 

Rimangono a testimonianza i ruderi del maestoso ed inespugnabile "Castrum Olibani". Quel che resta del castello sono i ruderi delle strutture di parte di esso e le torrette della triplice cinta muraria.


CASTELLO DELL'ABATE DI CASTELLABATE 

Ha gloriosa Storia: normanni, bizantini, saraceni, francesi, spagnoli, signorotti e feudatari se lo disputarono nel corso dei secoli non solo per la sua robustezza come fortezza, ma anche per la bellezza della sua posizione naturale.

 
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